Hai scritto o telefonato al dojo, ti hanno detto di venire il tale giorno alla tale ora, e adesso arriva la domanda pratica: cosa porto?
È la domanda più comune di chi si prepara a una prima lezione di aikido, e nessuno dovrebbe sentirsi in imbarazzo a farla: nessuno nasce sapendo come ci si comporta in un dojo. La risposta breve è che serve molto meno di quanto immagini.
Cosa serve davvero (e cosa no)
Vestiti comodi, quelli con cui faresti ginnastica: una tuta, o pantaloni larghi e una maglietta. Niente di tecnico, niente da comprare prima. In molti dojo si pratica scalzi, quindi porta un paio di calzini puliti da tenere a bordo tatami per quando non sei in movimento.
Se vuoi puoi portarti una bottiglia d’acqua, e tutto il necessario per farti una doccia dopo la lezione. Questo è tutto quello che serve per la prima volta.
Non serve il keikogi o dogi, il classico abito bianco da pratica: si compra dopo, quando hai deciso di continuare e ti daremo noi le giuste indicazioni per l’acquisto.
Conviene arrivare con dieci minuti di anticipo, non per timbrare un cartellino ma per due ragioni pratiche: cambiarsi con calma, e presentarsi al maestro prima che la lezione cominci. Bastano due frasi: chi sei, se è la prima volta, se hai qualche limitazione fisica di cui il maestro deve sapere. Non è un colloquio: è il modo in cui chi ti segue può regolare da subito il ritmo su di te.
Come ci si veste, se non hai ancora il keikogi
Vale la regola del buon senso: niente cerniere o bottoni rigidi che potrebbero graffiare un compagno durante una presa, niente gioielli, unghie corte. Capelli lunghi legati. Per il resto, tuta e maglietta vanno benissimo per settimane, anche mesi.
Cosa succede appena entri nel dojo
Le prime regole si imparano guardando, non leggendo un manuale prima. Ci si toglie le scarpe all’ingresso. Si saluta entrando, un piccolo inchino, il rei. Se arrivi in anticipo, normalmente ci si siede in silenzio ai bordi del tatami ad aspettare l’inizio, senza bisogno di stare in ginocchio se non ci sei abituato.
Nessuno si aspetta che tu sappia già come muoverti in questo spazio. L’etichetta del dojo, spiegata per intero in un altro articolo, si assorbe con la pratica: la prima volta basta seguire chi ti sta vicino.
Come è strutturata una lezione
Una lezione tipica dura un’ora e mezza massimo 2 ore in alcuni dojo. Si comincia con un breve riscaldamento, spesso seguito da qualche minuto di respirazione e attenzione al corpo fermo, quello che nel Ki Aikido si chiama aiki taisō: esercizi individuali di postura e rilassamento che precedono la parte tecnica.
Poi si passa alle tecniche, praticate in coppia. Il maestro mostra il movimento, poi gira tra le coppie a correggere. Non c’è competizione, non c’è chi vince o chi perde: ci si scambia i ruoli, una volta chi guida il movimento (nage) e una volta chi lo riceve (uke).
Alla tua prima lezione probabilmente osserverai più di quanto praticherai, e va benissimo così: un buon maestro regola il ritmo su chi ha davanti e non ti chiederà nulla che non sei pronto a fare. Spesso il primo abbinamento è con un praticante più esperto, non per caso: chi ha più pratica sa guidare la coppia senza far sentire il principiante inadeguato, ed è un modo per imparare guardando da vicino invece che da bordo tatami.
Chi troverai sul tatami
Persone di età ed esperienza diverse, che si allenano fianco a fianco: nell’Aikido non esistono categorie di peso o di età come negli sport di combattimento, e questo cambia molto l’atmosfera in sala. Un principiante di sedici anni e un praticante di cinquant’anni si scambiano la stessa tecnica senza che sia strano per nessuno dei due. Se ti stai chiedendo se hai l’età giusta per cominciare, la risposta è in un altro articolo dedicato a questa domanda: quasi sempre sì.
Dopo la lezione
Non serve decidere subito se continuare. La maggior parte dei dojo, il nostro compreso, propone una o più lezioni di prova senza impegno, proprio perché capire se un posto fa per te richiede di provarlo, non di leggerne la descrizione.
Se decidi di proseguire, il passo successivo è imparare i princìpi su cui si costruisce tutto il resto: nel caso del Ki Aikido, i quattro princìpi dell’unificazione di mente e corpo, che si affinano lezione dopo lezione, non in un pomeriggio.
Domande frequenti
Serve il keikogi per la prima lezione di aikido?
No. Bastano vestiti comodi come una tuta o pantaloni larghi con una maglietta. Il keikogi, l’abito bianco tradizionale, si acquista solo dopo aver deciso di continuare, e molti dojo ne hanno alcuni da prestare per le prime volte.
Bisogna essere in forma per iniziare l’Aikido?
No. Il primo giorno il maestro regola il ritmo su chi arriva, e non viene chiesto nessun livello fisico minimo. Chi è fuori allenamento impara comunque, semplicemente con qualche pausa in più.
Quante volte a settimana conviene andare all’inizio?
Una volta a settimana è sufficiente per cominciare a orientarsi: il corpo ha bisogno di tempo per assimilare movimenti nuovi, e allenarsi troppo spesso nei primi tempi non accelera l’apprendimento. Molti praticanti aumentano a due o tre lezioni settimanali solo dopo i primi mesi, quando la tecnica comincia a diventare familiare.
Chi scrive questi articoli?
Roberto Dalla Valle pratica Ki Aikido dal 1980 ed è Maestro della disciplina dal 1986, nella stessa palestra a Thiene, in provincia di Vicenza. Ha studiato con Kenjiro Yoshigasaki e incontrato Koichi Tohei in Italia, in Europa e in Giappone.
Roberto Dalla Valle pratica Ki Aikido dal 1980 ed è Maestro della disciplina. Ha studiato con Kenjiro Yoshigasaki e ha incontrato Koichi Tohei in Italia, in Europa e in Giappone.