Cintura bianca, poi qualche colore, poi finalmente quella nera. È l’immagine che quasi tutti hanno delle arti marziali giapponesi, ma è anche l’immagine più fraintesa: quei colori sono solo la parte visibile di un sistema più preciso, fatto di due parole giapponesi, kyu e dan, che indicano due fasi completamente diverse del percorso.
Cosa sono davvero
Il kyu è il grado da principiante. Si parte da un numero alto, che cambia da scuola a scuola, e si scende: quinto kyu, quarto, terzo, e così via, fino al primo kyu, l’ultimo passo prima della cintura nera.
Il dan comincia proprio lì. Il primo dan, o shodan, è la cintura nera che tutti conoscono, ma non è un traguardo finale: è l’inizio di una seconda scala, che sale (secondo dan, terzo dan) invece di scendere. Chi vede la cintura nera come “il livello massimo” si sta fermando a metà della mappa.
Perché i numeri vanno al contrario
È il dettaglio che confonde di più chi arriva da fuori. Nel kyu, il numero più basso è il livello più alto: il primo kyu è più avanzato del quinto. Nel dan succede l’opposto: il numero più alto è il livello più avanzato. Non è un capriccio giapponese, è solo una logica diversa per due fasi diverse: il kyu conta quanto manca a un traguardo (la cintura nera), il dan conta quanto ci si è allontanati da quel traguardo, andando avanti.
Un sistema comune, applicazioni diverse
Il sistema kyu-dan non è un’invenzione dell’Aikido: viene dal Judo di Jigoro Kano, che lo introdusse a fine Ottocento, e da lì si è diffuso in quasi tutte le arti marziali giapponesi moderne, dal Karate al Kendo. Ogni scuola però lo applica un po’ a modo suo: cambia il numero di kyu prima della cintura nera, cambiano i tempi minimi richiesti tra un esame e l’altro, cambia quanto contano gli anni di pratica rispetto al singolo esame.
Per questo motivo, un secondo dan in una scuola non equivale automaticamente a un secondo dan in un’altra: il grado ha senso soprattutto dentro la scuola che lo ha assegnato.
Anche i colori delle cinture, che sono la parte più visibile del sistema, non sono standard: alcune scuole usano solo bianco e nero con qualche grado intermedio marrone, altre passano attraverso una decina di colori diversi. In Aikido, in particolare, molti dojo tradizionali non usano affatto le cinture colorate per i gradi kyu, e riservano il colore soltanto alla cintura nera: un altro segno di quanto il sistema si adatti alla cultura di ogni scuola, più che seguire una regola fissa e universale.
Come funziona nel Ki Aikido
Nel Ki Aikido il sistema sorprende sempre i nuovi arrivati: esistono gradi separati per il Ki, distinti da quelli tecnici dell’Aikido. Non sono però due percorsi paralleli e indipendenti: riflettono l’insegnamento di Koichi Tohei, seguito allo stesso modo dalla scuola di Kenjiro Yoshigasaki, per cui la coordinazione di mente e corpo viene prima della tecnica. Per questo il primo esame in assoluto non è tecnico: è lo Shokyu, un esame di Ki, e solo dopo arrivano i primi kyu di Aikido.
Sul lato tecnico si segue il classico schema kyu-dan: si parte dal decimo kyu e si scende fino al primo (decimo, nono, ottavo, settimo, sesto, quinto, quarto, terzo, secondo, primo kyu), poi si sale con i dan, a partire dallo shodan, seguito da nidan, sandan, yondan, godan, rokudan, nanadan, hachidan (ottavo dan) e, al vertice, il kudan, il nono dan: il grado più alto che il Ki no Kenkyukai assegni.
Sul lato del Ki la scala è tutta diversa, e non ha numeri: sette livelli con un nome giapponese proprio, senza cinture né colori ad accompagnarli, perché restano segnati soltanto sugli attestati d’esame.
Come si incastrano i due percorsi
Non sono uno prima e uno dopo: crescono assieme, a gradini alternati, e un esame tecnico non si può sostenere senza aver già superato il grado di Ki che gli corrisponde. Nel programma ufficiale del Ki no Kenkyukai la sequenza è questa: Shokyu, poi il 5° e il 4° kyu di Aikido; Chukyu, poi il 3° e il 2° kyu; Jokyu, poi il 1° kyu; Shoden, poi lo shodan (1° dan); Chuden, poi il nidan (2° dan); Joden, poi il sandan (3° dan); Okuden, poi il yondan (4° dan).
Oltre il quarto dan, e allo stesso modo oltre l’Okuden, la corrispondenza si interrompe: il grado non arriva più da un singolo esame abbinato, ma si riconosce con gli anni, guardando l’attività di chi lo riceve dentro la comunità.
Chi arriva da un’altra arte marziale, dove esiste un solo sistema di grado, all’inizio fatica un po’ a orientarsi. Dopo qualche mese il meccanismo diventa chiaro, e anzi aiuta: il lavoro sul Ki resta una disciplina con un suo programma e i suoi esami, non un ingrediente nascosto dentro la tecnica, e la coordinazione di mente e corpo resta sempre un passo avanti, mai indietro.
Cosa dice davvero un grado, e cosa non dice
Un grado dice per quanto tempo e con quale costanza qualcuno ha praticato, e quanto ha superato le richieste tecniche previste per quel livello. Non dice quanto sia “bravo” in senso assoluto, e non dice niente sulla persona fuori dal tatami.
Chi ha praticato a lungo lo sa: si trovano cinture nere che si muovono con un’eleganza sorprendente e cinture nere più anziane che si muovono con difficoltà per l’età, ma restano di riferimento per quello che sanno spiegare. Il grado indica un percorso fatto, non un valore fisso. È lo stesso motivo per cui, nel lavoro sul punto unico, non è la cintura a decidere quanto in fretta si ritrova la propria stabilità dopo averla persa: quello si vede lezione dopo lezione, non sulla cintura.
Quanto tempo serve
Non esiste una risposta uguale per tutte le scuole, ma un ordine di grandezza esiste: praticando con regolarità, la cintura nera in Aikido arriva tipicamente dopo qualche anno di pratica, non prima. Chi promette una cintura nera in pochi mesi sta vendendo qualcosa che non è più l’arte originale, qualunque nome le dia.
Domande frequenti
Qual è il primo dan, e come si chiama?
Il primo dan si chiama shodan, ed è la cintura nera che segna la fine dei gradi kyu (da principiante) e l’inizio dei gradi dan, che salgono con l’esperienza invece di scendere verso un traguardo.
Nel Ki Aikido la cintura nera vale anche per il Ki?
No, sono due sistemi di grado distinti e con esami separati, ma non indipendenti: per sostenere un dato esame tecnico bisogna aver già superato il grado di Ki corrispondente. La cintura nera, lo shodan, arriva solo dopo lo Shoden, l’esame di Ki che la precede, mai prima.
Chi scrive questi articoli?
Roberto Dalla Valle pratica Ki Aikido dal 1980 ed è Maestro della disciplina dal 1986, nella stessa palestra a Thiene, in provincia di Vicenza. Ha studiato con Kenjiro Yoshigasaki e incontrato Koichi Tohei in Italia, in Europa e in Giappone.
Roberto Dalla Valle pratica Ki Aikido dal 1980 ed è Maestro della disciplina. Ha studiato con Kenjiro Yoshigasaki e ha incontrato Koichi Tohei in Italia, in Europa e in Giappone.