Kenjiro Yoshigasaki: il maestro che portò il Ki Aikido in Europa

(pagina in aggiornamento)

Se pratichi Ki Aikido in Italia, quasi certamente il tuo maestro, o il maestro del tuo maestro, ha imparato da quest’uomo. Eppure, a differenza di Ueshiba e di Tohei, su Kenjiro Yoshigasaki in italiano non si trova quasi niente.

Da Kagoshima all’Aikido, passando dallo yoga

Nasce nel 1951 a Kagoshima, all’estremo sud del Giappone. Comincia a praticare yoga a dieci anni, molto prima di incontrare le arti marziali: inizia l’Aikido solo nel 1968, a diciassette anni.

Negli anni successivi non si ferma all’Aikido: studia anche Zen, Shintoismo, e persino Cattolicesimo e Islam, in una ricerca che attraversa le tradizioni invece di restare chiusa in una sola. Nel 1971 passa un anno intero in India, dedicato interamente allo studio dello yoga.

L’allievo di Tohei

Nel 1973 diventa istruttore certificato di Aikido nella Ki Society, sotto la guida diretta di Koichi Tohei. È l’inizio di un legame che segnerà tutta la sua vita: Yoshigasaki resta uno degli allievi più stretti di Tohei negli anni in cui la scuola si stava ancora definendo.

Pochi anni dopo arriva il salto decisivo: nel 1977 Yoshigasaki si trasferisce in Europa come rappresentante di Tohei, per farne conoscere il metodo fuori dal Giappone. Si stabilisce in Belgio, che resterà la sua casa per il resto della vita, e da lì comincia a insegnare in tutto il continente. Negli anni successivi porta il Ki Aikido anche negli Stati Uniti, in Sudafrica e in Sudamerica.

Un’eco inaspettata: Yehudi Menuhin

Un dettaglio curioso, e verificabile, racconta quanto il suo insegnamento uscisse dal recinto delle arti marziali: il celebre violinista Yehudi Menuhin si interessò ai suoi metodi di coordinazione mente-corpo, al punto da comparire insieme a lui nel video didattico The Beginner, del 1996. Non è un aneddoto isolato: Yoshigasaki insisteva spesso sul fatto che i princìpi del Ki Aikido servono a chiunque usi il proprio corpo con attenzione, non solo a chi combatte.

La scuola che costruisce in Europa

Nel 2003 fonda una propria organizzazione, la Ki no Kenkyukai Association International, che nel tempo cresce fino a raccogliere circa quattromila praticanti in più di cento dojo, distribuiti fra Europa, Africa e Regno Unito: Belgio, Germania, Austria, Svizzera e molti altri paesi.

È attraverso questa rete, e attraverso gli insegnanti che ha formato direttamente, che il Ki Aikido arriva in Italia. È lui il maestro che ha formato la maggior parte degli insegnanti attivi oggi nel paese, compreso chi scrive questo articolo.

Quello che ha lasciato scritto e filmato

A differenza di molti maestri della sua generazione, Yoshigasaki non si è limitato a insegnare sul tatami: ha messo per iscritto il proprio pensiero.

Nel 2002 pubblica “The Inner Voyage of a Stranger”, un libro che non parla di tecniche. Parla del suo modo di vedere la vita, la percezione, la meditazione e la realtà, ed era pensato per essere riletto più volte, non consumato in una sera. Chi lo ha praticato riconosce, in quelle pagine, le stesse cose che diceva in palestra: la tecnica viene dopo, prima c’è il modo di stare al mondo.

Ha inoltre realizzato una serie di cinque video didattici, “All of Aikido”, in cui percorre le tecniche fondamentali. È il motivo per cui, a differenza di altri maestri della sua epoca, di lui resta molto materiale visivo: chi non ha fatto in tempo a incontrarlo può almeno vederlo muoversi.

C’è poi un lascito meno visibile ma altrettanto suo, ed è il vocabolario. Le tre parole che ripeteva negli ultimi vent’anni, percezione, linee e forme, sono entrate nel modo di insegnare dei dojo che ha formato, e le si sente ancora oggi in una lezione in Veneto come in Belgio.

Gli ultimi anni, e l’ultimo seminario in Italia

Continua a insegnare fino alla fine, viaggiando fra i dojo che ha contribuito a formare in tutta Europa. Il suo ultimo seminario in Italia si tiene a Novara, nell’ottobre 2019.

Negli ultimi vent’anni di insegnamento, chi ha continuato a seguirlo da vicino ha visto la sua ricerca evolvere: senza abbandonare i princìpi di Tohei, Yoshigasaki dava sempre più spazio a un lavoro sulle linee di direzione nel corpo, affiancando quella prospettiva a quella più classica del punto unico. Era, nelle sue parole, una ricerca che restava aperta anche dopo decenni di pratica.

Muore il 12 febbraio 2021, in Belgio, il paese che aveva scelto come casa quarantaquattro anni prima.

Cosa resta

Non ha lasciato solo dei dojo: ha lasciato un metodo che continua a formare insegnanti in tutta Europa, e un’organizzazione che, dopo la sua morte, ha preso nel 2022 il nome di Ki no Kenkyukai Musubi, per restare unita nonostante la perdita di chi l’aveva fondata.

Ogni volta che qualcuno impara a mantenere il punto in un dojo italiano, quella lezione ha viaggiato da Tokyo, a Kagoshima, all’India, al Belgio, prima di arrivare lì. È una catena lunga, ed è ancora viva.

→ Dove si pratica Ki Aikido in Italia

Domande frequenti

Chi era Kenjiro Yoshigasaki?

Kenjiro Yoshigasaki (1951-2021) è stato un maestro giapponese di Ki Aikido, allievo diretto di Koichi Tohei. Nel 1977 si trasferì in Europa, dove fondò una propria organizzazione internazionale e formò la maggior parte degli insegnanti di Ki Aikido attivi oggi in Italia.

Cos’è la Ki no Kenkyukai Musubi?

È l’organizzazione internazionale fondata da Yoshigasaki nel 2003, che dopo la sua morte nel 2021 ha preso il nome attuale nel 2022, per continuare a collegare i dojo di Ki Aikido nel mondo che si riconoscono nel suo insegnamento.

Chi scrive questi articoli?

Roberto Dalla Valle pratica Ki Aikido dal 1980 ed è Maestro della disciplina dal 1986, nella stessa palestra a Thiene, in provincia di Vicenza. Ha studiato con Kenjiro Yoshigasaki e incontrato Koichi Tohei in Italia, in Europa e in Giappone.


Roberto Dalla Valle pratica Ki Aikido dal 1980 ed è Maestro della disciplina. Ha studiato con Kenjiro Yoshigasaki e ha incontrato Koichi Tohei in Italia, in Europa e in Giappone.