C’è un’idea diffusa secondo cui bisogna imparare a essere oggettivi. È un’idea molto europea; in Giappone, per esempio, non interessa a nessuno. Suppongo dipenda dal fatto che in Europa il cristianesimo controllava ogni cosa, e le persone hanno usato la scienza per combatterlo. La scienza si fonda sull’oggettività. Siccome in Giappone non c’era il dominio di una religione, le persone non hanno dovuto combattere contro la religione, e quindi non sono interessate a essere oggettive.
Penso che gli europei dovrebbero imparare a essere soggettivi. Essere soggettivi non deve voler dire essere emotivi o di mente ristretta. Io vedo te. Io sono il soggetto e tu sei l’oggetto. Quindi, se voglio capire te, devo essere oggettivo, e devo essere soggettivo per capire me stesso.
“Mente flessibile” è un concetto che viene dal mondo oggettivo, in sostanza dalla psicologia. Se guardo una pietra e del cotone, vedo che la pietra è dura e il cotone è morbido. Ma la pietra non sa di essere dura. Il cotone non sa di essere morbido. Io non so se la mia mente sia flessibile o rigida. Posso vedere se la tua mente è flessibile o no.
Anche “libertà” è un concetto che viene dal mondo oggettivo. Quasi tutti gli europei pensano che l’Europa sia libera. Gli statunitensi pensano che gli Stati Uniti siano un paese libero.
Se pensi e vivi come tutti gli altri, pensi di essere libero, perché non incontri nessun conflitto. Ma appena cominci a pensare in modo diverso o a vivere in modo diverso, trovi molti ostacoli in Europa o negli Stati Uniti, e dici che non c’è libertà. Finché non c’è conflitto o ostacolo, non sai se sei libero o no.
Quando vivi senza nessun conflitto dentro la tua mente e il tuo corpo, non sai se sei libero o no. Quanto al mondo esterno, cerchi sempre di capire il mondo e di viverci dentro, quindi nella tua vita non c’è mai un conflitto mentale. Perciò “mente libera” è un’espressione senza senso.
Quando vedi te stesso, non c’è conflitto. Tutto qui. Questo è essere soggettivi.
Kenjiro Yoshigasaki
13 aprile 2020