La parola “libertà”, o “liberté”, cominciò a essere usata nella società per ribellarsi ai governi che non permettevano alle persone di vivere. È per questo che le persone cominciarono a combattere contro il governo rischiando la vita.
Oggi le persone possono vivere una vita confortevole con il proprio governo, quindi non cercano di combatterlo. Nei paesi democratici i politici devono rendere felice la gente per essere eletti, e allora usano il denaro e il desiderio. Promettono più denaro e più desiderio. Così la libertà ha cambiato significato e ha cominciato a voler dire fare o dire quello che si vuole. Fare o dire quello che si vuole è comportamento animale.
Nel mondo animale, o nella società dei bambini e delle persone infantili, il più forte punisce il più debole, e così si impara naturalmente che cosa non si deve fare o dire. Nei paesi ricchi il governo proibisce alle persone di punirsi a vicenda da cinquant’anni, e così le persone hanno cominciato a credere di poter fare o dire quello che vogliono. Naturalmente questo crea conflitto, e allora è il governo a decidere che cosa non si deve fare o dire. Adesso le persone credono di poter fare o dire qualunque cosa, purché il governo glielo permetta.
Il significato originario di libertà, che era un modo di combattere il governo, è diventato un modo con cui il governo controlla le persone.
Kenjiro Yoshigasaki
1 novembre 2020