Il silenzio rende forte il tuo corpo. Devi però capire la differenza tra la terapia e la pratica del Ki.
Quando hai un problema, hai molti pensieri ed emozioni che disturbano e danneggiano il tuo corpo. In quel caso parlare dei tuoi problemi rilassa il corpo e ferma il danno, anche se parlare rende il corpo più debole. È il fondamento di ogni medicina e di ogni terapia fisica o psicologica: ti indebolisce il corpo, ma ti aiuta a evitare un danno più grande. L’esempio tipico è la chemioterapia contro il cancro. Ma ogni terapia e ogni trattamento indebolisce il corpo, alcuni poco e alcuni molto.
L’allenamento del Ki non è una terapia, nel senso che la prima priorità è mantenere il corpo forte il più possibile. Perciò non parli mai dei tuoi problemi.
Il silenzio rende forte il tuo corpo. Ma è possibile che i tuoi pensieri e le tue emozioni danneggino il corpo, e allora devi avere la mentalità dell’allenamento, quella di rendersi più forti assicurandosi la difficoltà. Naturalmente per questo serve una mente forte.
Yamaoka Tesshū era un samurai e in un certo senso l’ultimo maestro Zen. Dopo di lui non è sicuro che in Giappone sia comparso un vero maestro Zen. Aveva un figlio, ma non gli fece praticare lo Zen, dicendo che non era abbastanza forte. Gli trovò invece un lavoro come giardiniere del giardino imperiale di Tokyo.
Ogni allenamento richiede una certa forza di mente e di corpo. Io sto inventando metodi di allenamento che richiedono il minimo di forza, ma non dovete dimenticare che per allenarsi serve sempre una certa forza.
Come si impedisce ai propri pensieri e alle proprie emozioni di danneggiare il corpo? Vedendo il proprio corpo.
Kenjiro Yoshigasaki
25 marzo 2020