Perché la competizione non è una via per la vita

La vita è la continuazione degli atti. Un atto è l’espressione di sé in un ambiente percepito. Tutte le forme di vita agiscono, ma le piante e gli animali agiscono secondo l’istinto con cui sono nati. Gli esseri umani non hanno altrettanto istinto e devono imparare come agire. Questo significa che gli esseri umani hanno la possibilità di migliorare i propri atti, ed è questa la parte principale dell’umanità.

Come fanno gli esseri umani a migliorare i propri atti? L’unica strada è l’immaginazione, non l’esperienza. Anche le piante e gli animali possono migliorare i propri atti con l’esperienza, ma quel miglioramento si riduce sempre a un modo di combattere. Il combattimento e la competizione possono migliorare soltanto gli atti di combattimento. Le piante e gli animali possono combattere, perché i loro atti sono in sostanza limitati dall’istinto. Gli esseri umani, al contrario, con i loro atti di combattimento possono distruggere il mondo intero e perfino se stessi. È per questo che migliorare attraverso la competizione e il combattimento non è una via per la vita.

Quando pratichi Aikido, immagini sempre il futuro di un secondo e agisci. L’immaginazione del futuro è l’unico modo per migliorare il tuo atto e creare così una vita migliore e un mondo migliore. Quando competi o combatti, sviluppi un riflesso condizionato per vincere. Ogni riflesso condizionato si fonda sul passato e non crea un futuro migliore. È per questo che la competizione e il combattimento non creano la capacità di rendere migliori la tua vita e il mondo.


Kenjiro Yoshigasaki
6 aprile 2020