C’è un grande equivoco su che cosa sia lo Zen. È evidente che è nato nel buddhismo, si è sviluppato in Cina e poi è arrivato in Giappone. Ma in Giappone lo Zen si è sviluppato in modo completamente diverso dall’origine indiana o cinese. È per questo che lo Zen giapponese può anche non essere una parte del buddhismo. E lo stesso vale per il buddhismo: è noto che il buddhismo giapponese è molto diverso dal buddhismo di altri paesi, come il Tibet o il Vietnam.
La cosa più importante dello Zen è che non è meditazione. È una pratica fisica con cui si cerca di raggiungere la capacità di vedere il proprio corpo indipendentemente dalla propria psiche (sentimenti, pensieri, desideri, emozioni). Allora si capisce che il corpo può compiere un atto decisivo senza una decisione presa come pensiero. È questo lo scopo dello Zen, e questa comprensione produce un grande rilassamento e una grande felicità.
Kenjiro Yoshigasaki
25 marzo 2020