A che età si può iniziare con l’Aikido (e quando è tardi)

La domanda arriva quasi sempre nello stesso modo. Qualcuno si ferma davanti alla porta del dojo, guarda dentro, e mi chiede: “Ma alla mia età ha ancora senso cominciare?”

Aikido a che età si può iniziare è tra le domande che mi sento fare più spesso, e la faccio sentire identica da persone molto diverse tra loro. L’ho sentita da un ragazzo di ventidue anni convinto di aver perso il treno. L’ho sentita da una signora di settant’anni, con la stessa esatta esitazione nella voce.

Insegno dal 1986. In quarant’anni ho visto entrare persone a sedici anni e persone a settantacinque. La risposta breve è: non c’è un’età giusta per iniziare. Ma la risposta breve non basta, perché la domanda che fai tu di solito non è quella vera.

La domanda sbagliata e quella giusta

Chi chiede “a che età” sta in realtà chiedendo un’altra cosa: il mio corpo può ancora imparare qualcosa di nuovo? È una paura ragionevole, e viene da un confronto sbagliato: quello con gli sport di combattimento, dove la velocità e la reattività contano davvero, e dove chi comincia a quarant’anni è oggettivamente svantaggiato contro chi ne ha venti.

Il Ki Aikido non funziona così, e non perché sia più “dolce”. Funziona su princìpi diversi. I 4 princìpi sono mantenere il punto, rilassarsi completamente, mantenere il peso sotto, inviare il Ki: sono cose che si affinano con l’attenzione, non con la velocità di reazione. Un corpo di sessant’anni che ha imparato a rilassarsi completamente batte, in questa disciplina, un corpo di venti che si irrigidisce.

Quindi la domanda giusta non è “quanti anni ho”: è “cosa sto cercando”. E su questo, l’età conta molto meno di quanto pensi.

Cosa cambia davvero con l’età

Qualcosa cambia, e sarebbe disonesto dire di no.

Il tempo di apprendimento. A vent’anni un movimento nuovo entra nel corpo più in fretta. A cinquanta serve qualche ripetizione in più. Non è un problema: nel Ki Aikido si ripete la stessa tecnica per anni comunque, quindi la differenza si assottiglia da sola.

Il recupero dopo lo sforzo. Un allenamento intenso si sente di più il giorno dopo, con gli anni. Ma il Ki Aikido non chiede sforzo muscolare: chiede rilassamento. È uno dei pochi casi in cui la fatica fisica non è la misura di quanto stai lavorando bene.

Le cadute. Qui la prudenza serve davvero. L’ukemi, la caduta controllata, si impara per gradi, e un buon maestro regola il ritmo su chi ha davanti. Chi comincia a sessant’anni non fa le stesse cadute di chi ne ha venti nel primo mese, e nessun maestro serio glielo chiederebbe.

Quello che non cambia è la parte che conta di più: la capacità di mantenere il punto e di rilassarsi. Quella si allena a qualsiasi età, e in un certo senso migliora con l’esperienza di vita che uno si porta dietro.

Chi entra a vent’anni

Il vantaggio vero non è fisico: è il tempo davanti. Chi comincia giovane può permettersi la lentezza della prima fase dell’imparare senza fretta, e arrivare a capire i princìpi con vent’anni di pratica alle spalle prima ancora di compiere quaranta.

Il rischio, semmai, è l’opposto: la fretta. Chi è giovane e forte tende a sostituire la tecnica con la forza, e non se ne accorge, perché la forza funziona lo stesso, per un po’.

Chi entra a quaranta o cinquanta

È l’età in cui arrivano più persone, nella mia esperienza. Di solito per un motivo preciso: hanno già provato a “tenersi in forma” con la palestra o la corsa, e cercano qualcosa che dia anche altro. Portano già una certa disciplina, e imparano più in fretta il rilassamento, perché lo cercano davvero, non lo subiscono.

Chi entra dopo i sessanta

Qui la domanda diventa più seria, e la risposta più netta: sì, e spesso funziona meglio che a vent’anni. Non per gentilezza: perché il rilassamento, che a vent’anni sembra un compromesso, a sessanta è già una capacità che la vita ha allenato, che lo si sappia o no.

Serve una cosa in più: parlarne con il proprio medico se ci sono problemi alla schiena, alle spalle o alla pressione, prima di cominciare. Non perché l’Aikido sia rischioso, ma perché è la stessa accortezza che vale per qualunque attività nuova, e un buon dojo te lo chiederà comunque.

Quando è davvero tardi

Quasi mai. Ma “quasi” non è “mai”, e vale la pena dirlo chiaro invece di vendere una promessa che non regge.

È tardi se il corpo ha una limitazione seria e non trattata: un problema serio all’anca o al ginocchio che rende difficile stare in piedi a lungo, per esempio. Non è tardi per l’età: è tardi per quella condizione specifica, ed è una cosa che va discussa con un medico prima, non con me.

Al di fuori di questo, l’unica cosa che rende davvero tardi è non provare. Non l’età sulla carta d’identità.

Come si comincia, a qualunque età

Non serve una condizione atletica particolare. Non ci sono gare, quindi non c’è un livello minimo da raggiungere per “essere all’altezza” di chi c’è già. Nel dojo trovi il ventenne e il settantenne sullo stesso tatami, e non è un caso: fa parte di come funziona questa disciplina, e c’è un motivo preciso, spiegato nell’articolo sull’etichetta del dojo.

Il primo passo non è deciderlo davanti a uno schermo. È entrare in un dojo, guardare una lezione, e farsi un’idea con i propri occhi.

→ Dove si pratica Ki Aikido in Italia

Domande frequenti

C’è un’età massima per iniziare il Ki Aikido?

No. È una disciplina praticata da persone di qualsiasi età, e insegno dal 1986 ad allievi che sono entrati per la prima volta anche dopo i sessant’anni. Quello che cambia con l’età è il ritmo con cui si impara una tecnica nuova, non la possibilità di farlo.

Il Ki Aikido va bene per chi ha problemi alla schiena o alle articolazioni?

Va valutato caso per caso, e la prima cosa da fare è parlarne con il proprio medico prima di iniziare, come per qualunque attività fisica nuova. In dojo un buon maestro regola il ritmo delle cadute e degli esercizi su chi ha davanti, ma questo non sostituisce un parere medico su una condizione specifica.

Chi scrive questi articoli?

Roberto Dalla Valle pratica Ki Aikido dal 1980 ed è Maestro della disciplina dal 1986, nella stessa palestra a Thiene, in provincia di Vicenza. Ha studiato con Kenjiro Yoshigasaki e incontrato Koichi Tohei in Italia, in Europa e in Giappone.


Roberto Dalla Valle pratica Ki Aikido dal 1980 ed è Maestro della disciplina. Ha studiato con Kenjiro Yoshigasaki e ha incontrato Koichi Tohei in Italia, in Europa e in Giappone.